Il Seicento: la Villa di Lainate diventa luogo d'arte e fucina di cultura


Da un documento dell'11 novembre 1611 si rileva la presenza di quadri e altri oggetti di valore come ornamento nella "fontana" come testualmente riportati... "un quadro di Cristo alI'Orto di mano del Corregio con cornice d'ebano, un quadro con l'istoria di Marcia di mano del detto Corregio, un quadro di mano di Raffaello d'Urbino con S. Gio. Batta, ...una Madonna col figliolo di mano del Luino con le cornici dorate...". I mercanti e i conoscitori d'arte sono spesso ospiti della famiglia Borromeo Visconti così come i corrispondenti artistici delle famiglie patrizie che governano Genova, i Duchi Doria che stanno allestendo le raccolte ducali che successivamente orneranno le sale di Palazzo Bianco e Palazzo Rosso, a Torino, Carlo Emanuele I Duca di Savoia, figlio di Emanuele Filiberto, il quale, adeguandosi alla moda del tempo in atto presso le corti francesi e del suocero Filippo II di Spagna, provvede all'acquisto delle prime opere d'arte di quella che, in seguito, sarà la grande Galleria Sabauda. Alla collezione di quadri di Pirro I fa riferimento il Borsieri che ne "II supplimento della nobiltà milanese' cita ..."picciola quantità ne raccolse già il Conte Pirro Visconte, ma di tale esquisitezza, che superò le più copiose guarderobbe del passato, e del presente secolo... ".

Vincenzo Scamozzi nell' "ldea dell'architettura universale" (1615) nel capitolo dedicato all'architettura idraulica cita il Ninfeo di Lainate "...non meno di honorevolezza, che di comodità, o bellezza apportino le fontane... come si ritrovano del Conte Visconte a Lainate...".

Nella "fontana di Leinate", come risulta da numerosi pagamenti dell'amministrazione di Pirro Visconti (1602/1603), operano anche, con affreschi di figure mitologiche ed allegoriche "a grottesca" due artisti poco conosciuti del "manierismo" lombardo: Agostino Lodola e Giovanni Battista Volpino il quale in una sua lettera del 1605 dichiara ..."...io non sono conosciuto da altri signori per avere fatto tutto questo tempo a Leinate... ".

A Lainate e alle sue delizie viene condotto ogni illustre visitatore che giunga a Milano. Tra costoro, nell'estate del 1648, Maria Anna d'Austria, figlia dell'Imperatore Federico III, che da Vienna stà raggiungendo Madrid per andare sposa a Filippo IV di Spagna..."non viene alcun Principe o Signore grande a Milano, che non vada, allettato dalla curiosità a vedere questo bellissimo luogo, e nessuno di la parte senza restare soddisfatto..." (G. Gualdo).

Pirro II, uno dei dodici Ambasciatori incaricati dalla città di Milano dell'accoglienza della futura sovrana, apre il Palazzo di Lainate, allestendo ricevimenti e feste regali in onore della Principessina.