Il Quattrocento

 
La riposteria di Lainate dei Borromeo

Milano, all'inizio del Trecento è la città più popolosa d'Europa. Dalle campagne i giovani gettano la vanga per entrare come garzoni nelle botteghe degli artigiani, attirati dai lauti guadagni. Sono le contrade degli orefici, degli spadari, degli speronari, degli armorari. Le locande sono già più di duecento. I due mercati settimanali e le quattro fiere annuali richiamano folle di pellegrini a commerciare in pezze di lana o seta o cotone.

È nell'esaltante periodo delle lotte per l'autonomia comunale, con l'esigenza di un governo forte e potente, nasce la Signoria dei Visconti, legittimata in Principato nel 1395 (5 settembre) quando Gian Galeazzo ottiene dall'lmperatore Venceslao il titolo di Duca.

In questo periodo del Rinascimento italiano l'uso dei possedimenti terrieri, da parte dei ricchi e nobili proprietari, genera l'esigenza di architetture rurali che siano in grado di assolvere sia funzioni di deposito dei prodotti dei campi, sia al ricovero di fittavoli e contadini e pertanto, la Riposteria o la Cascina che in Lainate, con un corpo di fabbrica, cui un porticato con colonne binate, accentua le scarne semplicissime linee, entra nel patrimonio dei fratelli Conti Vitaliano e Giovanni Borromeo verso la metà del '400.

Lainate era, comunque, di pertinenza Borromeo già dall'inizio del secolo XV e antiche pergamene, rinvenute nell'Archivio dell'Ospedale Maggiore di Milano, attestano di diversi appezzamenti di terra e cascine di proprietà della famiglia Borromeo sin dall'inizio del '400.

"Filippo Maria Angelo, Duca di Milano, Conte di Pavia e di Angera, per speciale favore della nostra grazia, volendo noi compiacere il prudente uomo Vitaliano e che ora si nomina e si vuole in futuro essere nominato dei Borromei...." comincia cosi il diploma del 14 settembre 1439 con il quale il Visconti infeuda Vitaliano Borromeo delle terre e del castello di Arona con ogni loro pertinenza, in riconoscimento dei suoi grandi meriti di fiancheggiatore e forse anche a compenso di una assistenza finanziaria che la famiglia Borromeo era giunta al punto di poter fornire a principi e padroni di stati.

I Borromeo erano originari di San Miniato (Pisa); la famiglia aveva accumulato grandi ricchezze attraverso una fitta rete commerciale soprattutto con Venezia e le Fiandre. Già nel 1418, Vitaliano è creato cameriere ducale, poi tesoriere di Milano ed, infine, dell'intero ducato con interventi personali anche a fondo perduto. Negl’anni immediatamente successivi, i Borromeo allargheranno i confini delle proprie imprese commerciali fino a Barcellona e a Londra e parallelamente si amplierà anche il loro già notevole patrimonio, con la conseguente possibilità di nuovi interventi a favore delle finanze del Ducato. Non a caso, dunque, nel 1445 (il privilegio e del 26 maggio) Vitaliano Borromeo è investito da Filippo Maria del titolo di Conte.

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